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Primo settembre. Mi ritrovo con un bimbo che decisamente non è lo stesso di giugno. Quest’estate è stata quella della svolta, quella in cui è diventato grande nella maniera più naturale e definitiva: l’autonomia e una spiccata curiosità verso il mondo extra familiare. Tutto ciò mi affascina e allo stesso tempo mi fa attorcigliare le budella.

È stata l’estate delle prime ore al sole in relax senza dovermi alzare ogni secondo; è stata quella dei tuffi insieme perché ha acquisito una maggiore sicurezza con l’acqua; è stata l’estate delle prime vere amicizie gestite in autonomia e riscoprendolo più intraprendente di quello che tutti pensavamo. Il suo carattere si è plasmato con le corse in spiaggia e i salti sui gonfiabili, con i pianti (sempre più radi) per cose futili e le sfuriate di chi spesso vorrebbe solo abbracciarti e basta.

Vedo in te la luce negli occhi di chi ha fame di sapere sempre, costantemente, di tutto. Sei lo sfinimento di chi vuole una riposta a tutti i costi, anche quando non c’è. La caparbietà e la superficialità nello stesso corpo di un piccolo adulto che ancora non sa dove andare e si affida all’istinto. I tuoi dubbi diventano tuoi abbracci forti, vibranti della paura verso un mondo che non conosci.

Adori parlare, imparare nuovi vocaboli e fare discorsi confondendo realtà e fantasia. Mi sono accorta che sei grande da quando l’altra mattina ti sei alzato da solo e ti sei apparecchiato la colazione… pazzesco!

Oggi siamo qui, a poche settimana dal tuo secondo anno di asilo e a me sembra che vado tutto troppo veloce, senza che abbia avuto il tempo di dire alla mia memoria di non dimenticare, di immagazzinare più ricordi possibili, di non lasciare che diventi grandi all’improvviso, tra una cena e una corsa al supermercato.

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