È quella del pancione. Forse l’ultimo, forse chissà. È l’estate del mare il mattino presto, arrancando, e delle passeggiate serali. Del mio mio seienne sempre con me e dei centri estivi “non ce ne può fregar di meno”. Dei panini al volo e delle piscine in giardino. Del collasso dopo pranzo e delle tombole alle tre del pomeriggio. Del caffè decaffeinato e delle verdure a mollo (anche se ormai ho perso la pazienza). Delle scatole di gelati senza fine e delle file al Conad per recuperarne altri. È l’estate senza shorts e senza prova costume (si punta tutto sulla simpatia). È l’estate del mare dietro casa e dei libri sul comodino dopo anni di analfabetismo. Della mia canzone dell’estate introvabile in radio e della playlist 2019 che ancora non ho capito bene. È l’estate del nido da creare, di una casa da rivoluzionare e di un’afa che ancora mi fa sudare. Del centro storico deserto, dell’aria condizionata della Coin e delle carezze alla mia pancia. Dei giochi liberi sulla spiaggia e del tempo senza tempo. Così vorrei ricordare quest’estate: un’attesa vissuta sempre e comunque con la panzona che cresce, la bottiglietta di acqua sempre dietro e un bimbo che mi cammina affianco.

 

 

Post nato dalla collaborazione con Djeco marchio storico francese specializzato in giochi educativi per bimbi, d’ispirazione montessoriana e soprattutto in cui il bimbo è libero di sperimentare… e dopo il mare cosa c’è di meglio?
La verità è che il nostro ritorno dal mare ha poi bisogno di relax, di giochi calmi. Così abbiamo provato il tap tap, ovvero un gioco con chiodi e martello per costruire piccole invenzioni e un simpatico mosaico in cui calibrare colori e numeri per realizzare dei dinosauri. Oltre ai materiali naturali, la bellezza di questi giochi sta tutta nella loro manualità, ovvero sono tutti da realizzatore con le mani e la propria creatività.

 

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