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Occhi persi nel vuoto, il suono caldo di quella voce che chiama. Buio. È questo che mi aspetta ogni mattina, quando tutto il mondo dorme. Mentre io, madre del mio quasi quattrenne, mi accingo a ritornare in società. Da quattro anni, alzarsi all’alba (prima dell’alba), è diventato la mia routine quotidiana. Se non parto con due o tre ore in anticipo rispetto alla massa sento che manca qualcosa alla giornata. La forza dell’abitudine. Sì, mi sono abituata ad alzarmi con il buio, a girare per casa con le luci semi accesse, a parlare come fosse mezzogiorno con il mio marmocchio e a fare tutto quello che farei normalmente alle otto.

La verità è che invece di piangermi addosso, disperarmi perché ho un sonno lurido (a volte ancora lo faccio) ho girato questa nuova realtà in senso positivo. Ovvero fare tutto quello che dovrei fare in giornata: dalla pulizia alla lavatrice, dal mia beauty routine alla preparazione del pranzo, dalla spesa agli ultimi articoli da scrivere. A quell’ora, dopo i dieci minuti di sbandamento, la mente si carica ed è più sciolta, scattante, leggera. Non risente di sbandamenti, o quasi: se alle otto il mio primo sbadiglio è d’obbligo, allora è meglio uscire fuori e far partire la giornata con si deve. Una passeggiata, una biciclettata… vedete voi. Sentire il vento in faccio è curativo (ve lo dice chi ha passato notti in bianco in eterno). Lo è ancor di più accorgersi che non siete gli unici superstiti delle mattine con l’oro in bocca. Perchè con il tempo (e se ti svegli alle cinque di tempo ne hai) ho imparato a volermi bene: non guardarmi allo specchio non prima di essermi data una radanata, di preparami una colazione energetica, di prendermi il tempo di scegliere i vestiti di fronte all’armadio e di sentirmi meno cessa anche se le occhiaie ci sono. Mica spariscono.

Forse adesso mi voglio ancora più bene, perché forte di tre anni di notti insonni, ora mi sento davvero un leone. Come uscire dalla tempesta e vedere il sole… sto esagerando eh? Questo, però, per dirvi che appena ho scoperto online il libro “The miracle Morning” di Hal Elrod ho sentito un impeto di soddisfazione.Ho letto della routine mattutina che molti imprenditori di successo seguono ogni giorno, svegliandosi alle 5,30. Decine di migliaia di “adepti” di Miracle Morning e personaggi come Richard Branson (fondatore e AD della Virgin) Tim Cook (AD di Apple), Howard Schulz (di Starbucks) e Jack Dorsey (Fondatore e AD di Twitter e Square). Insomma mica ciofeche.

Perché si svegliano alle cinque? Perché anche loro hanno tratto giovamento da una ruotine di benessere: scrivere, leggere, fare attività fisica. Il focus è uno e chiaro: riflettere su stessi decidendo davvero cosa vogliamo fare della nostra giornata. All’alba, le idee sono più nitide e organizzare la propria tabella di marcia è un rito tranquillizzante, dà sicurezza e allo stesso tempo entusiamo. Volete provare???

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