Gennaio è un mese che non mi piace. Spesso tendo a sottovalutare l’effetto negativo che ha su di me, sul mio umore ma se a marzo mi guardo indietro di certo non vorrei incontrarmi. Ma siccome la realtà vista da vicino è meno spaventosa di quanto pensiamo, anche questo gennaio sta passando tra giorni troppo bui, la brina del mattino, i panni che non asciugano mai, i bimbi che spesso restano in casa, le finestre sempre chiuse e il sole che tocca appena un attimo le nostre stanze.

 

Ovviamente il risvolto della medaglia c’è e io tendo a far finta di niente, tanto che preferisco crogiolarmi in queste giornate malinconiche e fredde. Forse mi fa bene così, come un animale in letargo che tende a risparmiare energie per quando arriverà primavera. A volte, però, mi sento più un animale in gabbia che vuole uscire ma non sa come: vorrei camminare di più, organizzare più giochi all’aperto, fare una passeggiata un po’ prima di cena, all’ora del crepuscolo, oppure al mattino presto quando ancora tutti dormono. Invece giaccio tra il divano e la cucina con millemila cose da fare tra un bimbo e l’altro, il pc aperto, i compiti da controllare e i panni da stendere. Tutto in un’unica soluzione di continuità.

 

Nemmeno l’odore del cacao o della tisana allo zenzero aiutano perché infondo questo stato di piacevole malessere mi piace. Mi mette al riparo dagli altri, dalle critiche e da chi ci vuole sempre in trincea. No grazie… per questo gennaio io resto qui, sul portone ad aspettare che questo mese passi.

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