Siamo qui, fermi, immobili, isolati, staccati da tutto e tutti. Vero. Ma siamo anche qui in continuo movimento, alle prese con una routine più o meno stabile, con mille progetti o anche no, con gli umori che si alternano e le giornate che si riempiono da sole quando va bene. E diciamo, almeno noi: ci va bene così.

 

Va bene il confinamento, la spesa settimanale, il pane che lievita a giorni alterni, la lavatrice che gira meno, le pulizie di primavera, le librerie di tutti i collegamenti video (ci avete fatto caso?), le pappa da inventare e i giochi da ricostruire, classroom e le video lezioni incasinato, il silenzio della strada e i piccioni che vagano placidi, i pacchi di Amazon per un seggiolino azzurro, le puntate di Hazzard e il punto della sei con la protezione civile. La vita va avanti. E tu amore hai quasi otto mesi. Non è tempo di pensare al tuo primo giro in bici? Io ci penso. Perché se è vero che a me la quarantena piace e si intona al mio modo di essere, c’è una cosa che sogno, pur sapendo che il presente vale molto di più: il mio prossimo giro in bici con te. Sarà a due, con un altro pezzo di cuore affianco. Ed è bello immaginare guardarti mentre l’aria ti si poggia addosso e il sole fa capolino mentre qualcuno ci sfreccerà affianco ricordandomi quanto il tempo vola. Ecco, questa è una di quella cose a cui penso mente fuori la primavera sboccia. È un pensiero che mi conforta. Tieni alto il morale, sprigiona energie nuove e fa affrontare tutto in maniera diversa. Insomma sono sicuro che usciremo di nuovo tutti, più o meno in sicurezza, e sarà allora che faremo la differenza…

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