Siamo entrati quasi nel quinto mesi. E mentre i pensieri si affollano e l’idea di stravolgere un piano organizzativo famigliare collaudato in tutti i minimi particolari mi fa perdere un battito, faccio un breve passo indietro, ripensando a tutti quelle piccole cose che, una mamma, dopo i primi anni di vita di un mostriciattolo, vive come delle conquiste. E sarà difficile lasciarle lì per un po’ una seconda volta.

 

Il caffè sola al bar. Ecco, credo di aver detto tutto. È un momento magico, paragonabile a quello dell’andamento a letto alle nove dopo una giornata intensa.

 

La lettura di un libro. Ho ripreso a leggere solo qualche anno fa. Per mesi mi sono sentiti una larva culturale: difficile leggere giornali per un secondo, aprire libri (troppo sonno), guardare un film nemmeno parlarne. Ora invece ho rispolverato la tessera della biblioteca e mi sono promessa di mantenere questo ritmo. Chissà fino a quando.

 

Un’ora d’aria in libertà. È un po’ con quella dei carcerati. Io, ad esempio, non posso più fare a meno della mia camminata mattutina. Una specie di droga degli ultimi tempi e un benessere fisico e psichico che mi aiuta ad affrontare la giornata.

 

Una cura di bellezza. Scegliete voi quale. Capelli, depilazione, maschera viso o cosa. Curarsi aiuta a sentirsi più serene, più in contatto con se stesse e il proprio corpo. Che cambia, eccome se cambia.

 

Non essere rintracciabile. Questo è il mio sogno segreto, ora non più. Giusto per qualche ora. A volta lo faccio e non dico niente. Altre mi sento in colpa ma neanche troppo.

 

Insomma chiedo molto?

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