Chiamatelo leggings, fuseaux, pantacollant, pantaloni aderenti, calzamaglie. Sono sempre loro, fantastiche guaine contenenti, a prova di ciccia. Sta tutto lì dentro. È il trucco non c’è, perché il grasso e qualsiasi tipo di imperfezione (dalle gambe storte in poi) si vedono. Ma chissenefrega…. visto che negli ultimi anni è il capo più usato da tutte noi: cicciottelle, magre, storte, a pera, a mela. Sono intercambiabili, un po’ come i pacchi della calze comprate con il tre per due. Tutti neri, pronti all’uso. Noi donne in bici li adoriamo: sono un po’ come una divisa quotidiana che regge agli urti e ai dettami della moda. Sportivi o eleganti? Lo puoi scegliere tu. Nonostante parlino al mondo dei nostri difetti ( almeno quelli delle gambe) noi li adoriamo. E le più audaci osano le fantasie. Sì, sì. Fiori, a righe ( nemmeno foste kate moss), con i teschi, etnici (Dio ce ne liberi), fosforescenti (no comment), in pizzo o in pelle. Ma la colpa è mia, anzi, della mia monotonia cromatica. Nero leggings tutta la vista. Certo, questa simpatica calzamaglia ricorda un po’ quella della Befana, la lentigginosa Pippi Calzelunghe, insomma i suoi antenati non ci fanno onore. Resta la grande consolazione della moda, quella che anche se ti fa vestire tamarro, ti fa sentire figo…..

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