Il miele mi ricorda l’infanzia. Quelle sere d’inverno arrotolata nella coperta, di fianco a mia madre e la tazza di latte caldo che profumava di miele di sulla, quello più reperibile in montagna. Spesso la tazza calda rimaneva appiccicosa e io cercavo di leccare là dove potevo. Sentivo quel liquido caldo e aromatico che mi scendeva nella gola e mi faceva addormentare. E l’infanzia, volente o no, te la porti dietro e su quella ci costruisci una vita intera. E il miele, io, non me lo sono mai dimenticato, sostituendolo fin dall’adolescenza allo zucchero semplice. Oggi, con mio figlio mi comporto un po’ come la mia mamma: coperta di lana, tazzine di latte e miele di castagno. Ma dopo l’ultimo “assaggio” in casa Mielizia, a Fico Bologna, la sostituzione con quello di melo sarà immediata. Perché dopo 35 anni, ho scoperto il miele di Melo, l’essenza stessa della mela e dei suoi fiori. Non aspettatevi nulla di delicato quanto più intenso e inebriante possibile. A differenza di tutti gli altri, subito si fa avanti il frutto, lo senti ed è come se lo stessi mangiando, al meglio della sua maturazione. Purtroppo è un miele di nicchia, prodotto in poche quantità e non sempre reperibile durante le raccolte. Di fatto è straordinario per le sue proprietà, ma questo un po’ tutti i mieli che non sono stati sottoposti a trattamenti termici di conservazione:

 

  • il miele a differenza dello zucchero di canna è facilmente assimilabile;
  • è ricco di sali minerali e vitamine;
  • una piccola quantità di miele reca subito apporto energetico all’organismo;
  • è un disinfettante naturale e per i mal di gola invernali e un toccasana.

 

Di fatto l’appuntamento a Fico, in quel di Bologna, è stata anche l’occasione per testare alcune prelibatezza che arriveranno presto sul mercato, come il miele di acacia con Cacao, parliamone: una specie di nutella spalpabile a contenuto di grassi davvero bassissimi. Non solo. Oltre a questa dolcezza già messa in borsa, ci sono anche le composte di frutta con frutta a residuo zero, senza pectina e dolcificate con miele di sulla. Si tratta di qualcosa di assolutamente sublime: noi il primo vasetto di mirtilli lo abbiamo fatto fuori con una bella razione di fette biscottate.

Per concludere un bellezza, dopo un picco glicemico di tutto rispetto, l’assaggio del miele è continuato a pranzo, con un banchetto veg, al ristorante Giardino, all’interno della fiera. Si tratta di un ristorante dalla cucina mediterranea. Il nostro menù non poteva non essere dei più originali quanto ghiotti: antipasto con carciofi fritti con maionese di soia e miele di eucalipto, penne integrali con asparagi, pomodori secchi e sedano al miele di coriandolo, polpette di ceci al miele di castagno e infine un’ottima crostata con le varie composte di frutta. Ditemi voi se potevo tirarmi indietro.

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