Meno uno al primo gennaio 2016.
Mano uno a quelli che ti chiedono “cosa fai per Capodanno?”.
Meno uno al 3, 2, 1 Brindisi, soprattutto con gli sconosciuti.
Meno uno a metà delle feste di Natale che finalmente sono passate.
Meno uno ai vestiti rossi e di paillettes che per varie ragioni non ho potuto mai sfruttare, anche se mi rimane la voglia.
Meno uno ai botti preceduti dagli interminabili cenoni.
Meno uno alla voglia di cambiare, di mettere in pratica la lista dei buoni propositi, di cominciare un nuovo anno.
Meno uno a quelli che devono fare festa a tutti i costi.
Meno uno a tutte le scadenze che mi aspettano per il prossimo mese.
Insomma io non vedo l’ora che passi la baraonda di San Silvestro. Ho un milione di cose che mi frullano per la testa di cui ne riuscirò ad attuare solo tre. Forse. Ho voglia, strano a dirlo, di riprendere la mia routine, di pensare un po’ di più me a stessa ( con un treenne la vedo dura), di pianificare, di organizzare, di progettare altrimenti che nuovo anno è? Quindi in ciabatte e pigiama, con il treenne febbricitante, aspetterò la mezzanotte – se non crollo prima – e brinderò alla fine di San Silvestro.

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