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Difficile farci uscire dal villaggio turistico De Angelis. Dopo due giorni di mare-piscina-sdraio, di penniche e di puro relax senza troppi vincoli, abbiamo deciso di muoverci. Indecisi ma curiosi. Direzione: Numana. Appena dieci minuti di macchina dal villaggio, lungo la litoranea. Sempre dritto.
<Numana? Maaaa… ne vale la pena?>, chiedo alla signorina dalla reception.
Lei sgrana gli occhi e va diretta: <Deve andarci assolutamente. È nominata la Capri dell’Adriatico . È davvero molto suggestiva>.

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Detto fatto. A questo punto vogliamo farci sotterrare dalla pigrizia? Con marito alla guida, tanto carico quanto nostalgico della piscina, siamo partiti. È una volta lì ci siamo resi conto di quanto fossimo a un passo da un luogo incantevole. Si tratta di un paesino inerpicato a ridosso del Conero, incastonato nel verde e a strapiombo sul mare sul suo lato sinistro.

Una perla fatta di viuzze, vicoli e stradine in salita, dove all’improvviso si materializza una piazzetta piena di fiori e casette dai colori più improbabili. Il mio mondo incantato. Fatto di piccoli bar, pizzerie, locali e, girandola, ci si accorge di quanto sia facile trovare terrazze naturali per osservare le lingue di sabbia sottostanti. Dal porto, è semplice imbarcarsi nei traghetti per visitare le cale e le spiagge dei Frati o delle Due Sorelle raggiungibili solo via mare.

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Io mi sono innamorata della spiaggia dei Frati. Un’insenatura di ghiaia e acqua cristallina, per molti versi simile ad alcuni mari della Sardegna. Peccato non farsi un bagno, ma partiti dal villaggio con la pioggia eravamo praticamente in mutande. Intanto, ce la siamo goduta da uno strapiombo, ripromettendoci di tornare il prima possibile. Con costume, questa volta.

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