In questa lunga vacanza di tre mesi, il Molise ne ha riempito un terzo. Lo conosco bene da tempo ma negli ultimi due anni, per via della pandemia, è diventata una meta piuttosto rinomata visto l’assenza di umanità (popolazione totale inferiore ai 300mila abitanti), la natura incontaminata e le bellezze nascoste da visitare in piena tranquillità (di fatto non troverete mai folla). Dunque in posto è praticamente Covid Free.

Tra le novità che quest’anno abbiamo visitato in famiglia meritano un capitolo a parte Roccamandolfi e il suo ponte tibetano. La verità è che al di là del paesino – un  borgo di nemmeno mille abitanti  – e del ponte, a farla da padrone è la natura spettacolare a quasi mille metri di altezza tra i monti del Matese.

Il piccolo borgo è di origine medievale ed è un intreccio fitto di stradine e piccole case che circondano la chiesa di San Giacomo Maggiore in stile barocco che ha al suo interno le reliquie di San Liberato. Poco distanti dalla chiesa è possibile vedere le quattro antiche unità di misura per granaglie, realizzate in pietra levigata e corrispondenti al tomolo al mezzetto al quarto ed alla misura.

 

Dall’alto, il piccolo borgo è sovrastato dalle rovine del castello longobardo. Lo si raggiunge passando per un sentiero tra boschi, ruscelli, montagne fino al ponte tibetano. Ma prima del ponte meritano una visita le rovine: per noi molto affascinanti, soprattutto per i più piccoli che in poco tempo si sono ritrovati tra vento, stanze in pietre cadute e nuvole a misura di dito.

Il nuovo ponte è un piccolo capolavoro di ingegneria e carpenteria metallica sospeso nel vuoto sul paesaggio roccioso caratterizzato dal canyon scavato dal fiume Callora. Il ponte permette ai più avventurosi di provare il brivido del vuoto passeggiando ad alta quota circondati dalle pareti rocciose.
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Ma passiamo alle domande

È una meta che si può visitare con i più piccoli?
Come dico sempre viaggiare con i bimbi al di sotto dei cinque anni è possibile ma molto faticoso. E ovviamente dipende dalle mete. Visti i sentieri scoscesi e stretti immersi nel verde non è possibile usare il passeggino. Dunque o marsupio per i più piccoli o zaino in spalla con seggiolino. Per i bimbi più grandi invece  basta fare solo molto attenzione e il ponte avrà tutto il sapore dell’avventura all’Indiana Jones.

 

C’è parcheggio per l’auto?
Sì, proprio vicino al ponte con tanto di chiosco per sostare con panini o prendere un caffè.

 

Il ponte è a pagamento?
Assolutamente no.

 

Altre attrazioni nelle vicinanze?
Se non soffrite i tornanti e avete una macchina a prova di asfalti non sempre in buone condizioni, le distanze sono brevi. Da Roccamandolfi in dieci minuti siete al Santuario dell’Addolorata di Castelpetroso oppure potete raggiungere le cascate di Carpinone.

 

 

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