Urbino è un tuffo al cuore. In settembre lo è ancora di più e se ci mettete anche il Covid è l’occasione giusta per godersi questa parla marchigiana praticamente senza turisti, a due passi dalla mia Rimini. Abbiamo deciso all’ultimo: uno zaino, cibo per chi in macchina ha sempre fame e tanta pazienza. Con due bimbi è l’unica via.

Non so quale fosse il mio stato d’animo ma domenica è come se avessi visto Urbino per la prima volta, colpita da tanta bellezza insieme.
Avendoci studiato, come tante madeleine, siamo andati alla ricerca di quei posti che un po’ ci hanno segnato: il caffè in piazza centrale, la pizza al Buco, la veduta dalla Fortezza, i vicoli magici in cui ci perdevamo per giorni. Insomma alla ri-scoperta di quella magia da studenti che oggi ritroviamo in formato famiglia.
Ricordo ancora le serate lunghe e calde seduta ai piedi della cattedrale di Santa Maria Assunta con la mia granita in mano, pensando di aver fatto o meno la scelta giusta; i ritorni a piedi alla mia casetta fuori le mura quando alle 4 era già buio; i locali incastonati tanti piccoli quanto accoglienti; le mie lunghe giornate trascorse in biblioteca guardando da quei finestroni imponenti; i vecchietti che con me prendevano il caffè raccontandomi di questa Urbino che stava cambiando. Forse sarà questa scia del vissuto o di quello che sarebbe potuto essere e non è stato, eppure qui davvero c’è un pezzo di cuore. Ad Urbino c’era una ragazza ancora persa ma tanto fiduciosa nel suo futuro. Si guardava intorno e poi all’angolo di un’aula universitaria ha trovato l’altra metà del cielo. E da qui in poi è storia. Innamorarsi ad un Urbino è avere una primavera perenne addosso e oggi tornarci è come respirare il tiepido vento primaverile.
Certo il numero è aumentato. Viaggiamo in due squadre: 2 adulti e 2 bambini. E anche qui tocca andare alla ricerca di parchi gioco per le pause obbligatorie:
il primo, quello che io chiamo il parco di Raffaello, lo trovate alla fine della dura salita di via Raffaello… un po’ bisogna soffrire ma del resto qui le salite sono tante. Sempre in zona, alla Fortezza, un parchetto davvero organizzato con tanto di baretto per pranzi veloci e da qui la vista più iconica di Urbino. Non solo. Avrete a disposizione un ampio prato in cui far correre e stancare la prole.
Sul cibo, se è la prima volta, vi consiglio la crescia urbinate: una piadina ultra grassa ma gustosissima, farcita di qualsiasi cosa. La trovata in qualsiasi bar o locale e il prezzo, forse si sono messi d’accordo tutti, è sempre di sei euro. Altrimenti pizza del Buco o il Golosone in piazza della Repubblica. Per i ristoranti non saprei: noi siamo quelli dei pranzi veloci e poco formali. Mentre sulla colazione dovete assolutamente assaggiare la brioche del bar di fronte al Duomo: le sfornano loro ogni mattina e sono qualcosa dell’altro mondo. Altrimenti, buona sempre e comunque, quella del bar centrale ma in tempi di Covid ancora troppo affollato.
Girare Urbino con i bimbi non è proprio semplice: un continuo sali e scendi, vicoli stretti e a volte con ripide scalinate, strade di pietre o sanpietrini. Bisogna munirsi di pazienza e voglia di visitarla nonostante tutto. Noi ad esempio con il passeggino abbiamo evitato la visita al Palazzo Ducale ma non è detto che non sia fattibile. Portare al museo un bimbo di un anno urlante ci è sembrato un po’ troppo… meglio la cultura all’aria aperta, e qui se ne respira. Se invece volete divertirli è a disposizione il trenino di circa un’ora per la visita turistica completa del borgo.
Per il parcheggio vi consiglio quello di Mercatale ai piedi del paese: facilmente accessibile e con tantissimi posti. prezzi nella media cittadina.

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