Siamo ritornati alle terme. L’abbiamo fatto per l’ennesima volta. Ma ovviamente in un luogo ancora inesplorato ma che da un po’ era nelle nostre rotte, le Terme di Fratta, a qualche km da Bertinoro, nel pieno  delle colline romagnole dove i vigneti verdi la fanno da padrone e la piadina mi fa sentire ancora a casa. Infatti, dalla mia Rimini, in Riviera, dista appena una cinquantina di km. Appena un’oretta scarsa, un caffè in qualche baretto di periferie e Puf! eccoci al Grand Hotel della Fratta. Un’imponente palazzo degli anni ’30 che racchiude il fascino della storia, quella che ormai molti alberghi di design non hanno più. Mi piace toccare i velluti rossi dei divani, i rasi giallo senape delle poltrone e immaginarmi in un altro tempo, quello delle lunghe gonne a balze e degli ombrellini.  Ma siamo qui, in jeans e tuta, ancora un po’ disorientati, come sempre dopo l’arrivo in una nuova metà. Ansiosi di calarci in questa nuova avventura!

Prima tappa. Le piscine termali mon amour
Come sapete ho sempre portato alle terme il mio piccolo. E anche questa volta c’era. E ad attenderlo due piscine dove poter giocare, ovviamente con l’accortezza di fargli fare brevi sessioni di bagno, in quanto si tratta di acque termali particolari. La prima piscina è con acqua salsobormoiodica in cui si attiva la stimolazione del sistema immunitario, mentre la seconda con acqua solfurea perfetta per mettere in moto i meccanismi di difesa dei tessuti oltre agli effetti antinfiammatori. Qui abbiamo passato la maggior parte del tempo, tra acqua e relax nel comodissime sdraio in legno. Se i vostri bimbi ancora non sanno nuotare vi consiglio di portare da casa braccioli o ciambella, oltre ad accappatoio e ciabattine. Per i grandi, invece, tutto l’occorrente è in camera. Io, alla ricerca di un momento di solitudine, ho fatto un salto alla spa, piuttosto articolata: percorso vascolare, sauna, bagno turco, bagno romano, docce emozionali e diverse zone relax in cui staccare la spina.

Seconda tappa. Cena per la serie “Abbiamo tanta fame”
Se anche voi girate con un bimbo sempre affamato, l’ora dei pasti è la più attesa, con tanto di sfinimento prima “Mamma a che ora si mangia?”. Bene, detto ciò sappiate che una volta entrati al ristorante avrete di che placare il piccolo. Piacevolmente sorpresi dal pane fatto in casa (davvero ottimo), dal vino bianco di Meldola a qualche chilometro da lì e dai piatti vegetariani ricercati e leggeri. La cucina è semplice ma non banale, attenta prima di tutto al benessere. Anche l’effetto wow, su alcuni piatti, ha reso ancora più interessante il tutto. Se siete golosi come me non potete non richiedere i dolci della casa, tutti rigorosamente fatti dal loro. Da segnare, senza se e senza ma, il gelato allo yogurt homemade con mandorle caramellate e lo strudel ai frutti di bosco. Noi abbiamo lasciato una briciola neanche a morire.

Terza tappa. Tutti in camera
La nostra camera, ampia e dai grandi finestroni da cui entrava il sole, si affacciava sul cortiletto interno. Qui abbiamo trovato direttamente tutto l’occorrente per la piscina, ovvero accappatoio, telo, cuffietta e ciabattine. Unico neo, al ritorno dai bagni, il phon attaccato alle pareti praticamente nullo in fatto di calore nell’asciugare i miei lunghi capelli. Ma fortunatamente, come controparte, non c’era la tanto temuta ventola degli hotel, quella che ogni volta mi fa passare le notti in bianco. Questa volta abbiamo potuto udire il silenzio, e non è poco.

Quarta tappa. Colazione “Si salvi chi può” e mini dunuts
La colazione ci piace, ci è sempre piaciuta e ci piacerà. Ecco perché su questo fronte io e tutta la mia famiglia, siamo diventati dei veri esperti “per ridere”. Siamo dei fanatici del rito, degli appassionati di cappuccini e ciambella (più io), dei tradizionalisti della colazione all’italiana ma anche degli innovatori se c’è d’assaggiare il ribes con prosciutto cotto. Presenti! Così siamo i primi ad aprire il banco delle colazioni, grazie alle nostre sveglie all’alba, non per mio volere, sia inteso. E questa volta a sconvolgere i piani detox sono stati mini dunuts colorati ben disposti in un ricco espositore e i mini muffin al cioccolato. Certo, poi, abbiamo bevuto l’infuso al sambuco, menta e zenzero e mangiato una golosa fetta di torta vegana, ma diciamo pure che non siamo fatti mancare nulla. Per gli amanti della colazione “benessere” c’è tutto quel che serve dai gluten free alle marmellate bio, fino al pane fatto in casa. Per noi, amanti della colazione “da campioni”, c’è tutto e ancora di più.

 

 

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