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È tutto enorme. Tipicamente americano. Cappuccini extralarge, muffiin geneticamente modificati, pancakes familiari e milkshake da litro. Ma a noi abituati a caffè e brioche questo mondo affascina. Certo, due giorni di fila con pancetta e uova e il fegato mi saluta. Bando alla ciance. Questa mattina sfidando pioggia, parcheggi estinti e la voglia di rimanere a casa, la famiglia Brambucci ha preso in mano la situazione e ha deciso che era arrivato il momento di provare la White bakery. Che poi perché si chiama così? Mistero. Diciamo che se l’ingresso è come te lo aspetti, molto pastello-americano, la cameriera è un mix tra un cane pitbull e il “perché sto lavorando in questo posto?”. Risultato? Così ci siamo seduti nella parta opposta in cui lei ci ha mandato, cercando conforto nel suo amico-cameriere. Poco sveglio ma sinceramente buono nei modi. Tempi di attesa più lunghi del solito ma alla fine la goduria è tanta: pancake ai mirtilli formato famiglia. Ci abbiamo mangiato in tre, con treenne pronto a fare il bis. Bene. Di fatto il mio stomaco alle due di pomeriggio ancora sta digerendo. Eppure era solo un pancake mandato giù con un cappuccino, circa un litro. A parte questo dettaglio la famiglia Brambucci conta di ritornarci, magari tra un mese, quando l’abbuffata sarà stata smaltita.

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