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Da quando siamo in tre, dopo la passeggiata in centro a Rimini, la darsena e Marina centro, Santarcangelo è diventata la nostra destinazione abituale. Almeno ogni due settimane, capitiamo – non per sbaglio – da quelle parte. Non che ci dispiaccia, anzi, un po’ come i criceti in gabbia abbiamo il nostro percorso prefissato. No, alt. Ne abbiamo due. Uno per genitori-stanchi e per genitori in forma. Se facciamo parte del primo gruppo vuol dire che ci appostiamo nel l’immensa area verde vicino al centro cittadino, munita di bar per approvvigionamento, giochini suicidi e altri a pagamento, panchine per prendere il sole e ampi spazi verdi in cui eclissarsi per un po’. Altrimenti si entra nel vivo del borgo, con il treenne in testa pronto a scalare tutti i gradini fino al campanile centrale. Tappe obbligatorie: la fontana della farfalla di Tonino Guerra e giardinetto in cima con veduta panoramica sempre molto suggestiva.

La verità è che questo posto ci piace tanto. Soprattutto nei giorni feriali. Poca gente in giro, poche macchine e quindi poca ansia da bambino stirato. Nonostante sia una vera e propria cittadina, sembra di vivere in un paesino. Ritmi lenti (i nostri) e piacere infinito nel fare le stesse cose. Ripetitive, uguali ma tanto rassicuranti. Per esempio: c’è un bar in cui andiamo sempre, non lo cambiamo più. Non è che sia più bello degli altri o meno costoso o più buono. Ormai è diventato una specie di portafortuna. Buio, non si può dire di no, ma con quel soppalco, che fa urlare di gioia il treenne e a me mi fa sentire in un caffè dell’Ottocento.

Poi il giro di rito in piazza Ganganelli dove si rimane a giocare alla fontana della pigna: non so se sia il nome esatto ma di fatto al centro c’è una mega pigna, qualcosa vorrà pur dire. L’idea che sia inverno o estate è quello di vivere l’uscita come una mini gita fuori porta con qualcosa da sgranocchiare durante la passeggiata o (d’estate d’obbligo durante la sera) comprare la famosa pizza sotto i portici e mangiarla sull’immenso prato verde, ai piedi del borgo. Sì, d’estate, devo ammetterlo Santarcangelo aumenta il suo fascino. Diventa un piccolo rifugio dal caos turistico riminese, una culla privata in cui ritirarci nelle calde sera di luglio. Devo dirvi altro? Potrei andare avanti con mille altri dettagli interessanti. Ma sappiate, sono di parte. Non ci troverei mai un difetto.

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