Se fosse per me sarei già in sella. Ma essere in tre vuol dire saper coniugare le esigenze di tutti, a parte uno, quelle delle mamma. Sì, perché la mamma quest’anno ha deciso di proporre al gruppo una ciclo-vacanza. Pochi bagagli, solo indumenti sportivi e tanta voglia di pedalare. Io.
Cosa?
Sì, una vacanza in bicicletta… in Olanda, Belgio o dove vuoi tu.
Mah, tutta in bicicletta? Mi prendi male… , dice marito.
Mannò, possiamo alternare, affittare sul posto la bici e riconsegnarla quando vogliamo.
Silenzio, stordimento del marito. Cosa mai gli avrò proposto? E invece è lì che si contorce tutto, che fa quello pratico, sciolto che non si stupisce di fronte a queste richieste ma se potesse leggerebbe il giornale italiano anche a New York. Almeno parliamone. E invece mi guarda, fa finta di pensarci quando invece è la stessa faccia di uno che deve andare in campeggio forzato.
Ma c’è ancora tempo, possiamo organizzarci e decidere al meglio, dico io con tono conciliatore, per sedare il mio interlocutore. Lo conosco, sarà difficile convincerlo. Ma per l’obiettivo servirà del tempo. Il mio pollo non tradisce. E invece mi sorprende.
Dai, si può fare, però dobbiamo organizzarci bene.
Mi lascia lessa sul divano, immobile, con le lacrime agli occhi per la felicità. Non fa in tempo a dirlo che sono già online a programmare la nostra ciclo-vacanza.

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