Il Natale mette ansia. Anche se hai deciso di non fare regali (tanto non è vero) . Anche se hai promesso a te stessa di non farti risucchiare dall’anima commerciale di questa festa. Così, con questi presupposti sabato abbiamo voluto inaugurare il Natale riminese. Presenti all’accensione delle luci. Presenti all’apertura del Christmas Village dove l’obiettivo è far mangiare e pattinare la gente. Presenti marito e figlio. E così ti ritrovi in quelle situazioni in cui non vorresti mai trovarti. Freddo, tre ore in piedi ad aspettare stuggiati tra la pista di pattinaggio e la massa alle spalle, figlio di 15 chili che vuole solo stare in braccio, amichetta di figlio che scalpita e urla tra la folla, il tempo che non passa mai. Domanda: perché mi trovo qui? Un’attesa che si è risolta in un nulla di fatto perché alla fine noi siamo andati via: le lucine si sono accese appena usciti dal centro e la pista è rimasta vuota. Che rabbia… ma forse meglio così. Fuori da quella bolgia, figlio ha deciso di scendere dalle braccia e farsi due galoppate a piedi, incurante di ogni ostacolo gli venisse di fronte. Forse ha sudato, forse ha preso freddo o forse chissà, sta di fatto che febbre e tosse sono entrati in casa nostra senza sapere quando usciranno. Che il Natale abbia inizio…

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